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I figli i nostri giovani

Noi adulti dovremmo progettare una educazione che permetta ai figli, alle nuove generazioni di affrontare la vita come cittadini del mondo. Di farne uomini e donne collaborativi e di avviarli al compito di inaugurare una nuova civiltà basata sui valori spirituali e di responsabilità. Dar loro un senso di sicurezza e di ideali da costruire. Tocca ciascuno di noi individualmente pensare alla soluzione, anche se dovremmo essere impegnati tutti lavorando unitamente per arrivare ad una soluzione.

Vivere in un mondo più sano e collaborativo non trascurare le qualità interiori, il pensiero intelligente e un’educazione dettata da più elevate visioni. Dove la famiglia, la comunità, la nazione e il mondo sono un insieme. C’è un modo insieme di far questo.

È un’epoca spirituale. Di comprensione era in cui le cose dello spirito sono accettate come scientifiche e praticate nella vita quotidiana. Dove la saggezza si usa per capire bene le circostanze e l’ambiente, insieme alla visione spirituale, si dimostrerà il giusto e il vero incentivo al progresso.

“Lo scopo della vita della nostra vita non deve essere solo guadagnare denaro e procurarsi agi, dobbiamo risvegliare nei nostri bambini la consapevolezza che esistono obiettivi più importanti, se riusciremo a farlo la società andrà incontro a una trasformazione graduale e positiva, in ogni suo aspetto”, come ricordato in queste parole da Mata Amritanandamayi Devi, nota come Amma. 

L’obiettivo è di non lasciarsi scoraggiare e distrarre dalle limitatezze della vita, di non lasciarsi neppur confondere dagli eventi pressanti e sempre più stressanti, ma di ricordarsi di rimanere legati alla visione del loro prezioso essere. Scoprire chi sono, lasciandoli sperimentare, esplorando persino strade nuove, quelle nel caso anche meno riconosciute, affinché inizino a collegarsi a sé stessi alla loro espressione di sé, con fiducia. Non c’è una strada unica, un’unica via per giungere alla loro realizzazione, guidarli non significa scegliere per loro, né tantomeno farli sentire errati se la loro percorrenza non corrisponde alla nostra visione su di loro.

Come citava Pier Paolo Pasolini “Ti insegneranno a non splendere, tu splendi invece”.

Impara figlio, sempre più a non fare affermazioni negative su di te né sugli altri, usa parole positive e amorevoli possibilmente per comunicare con gli altri e ancor più, con te stesso.

Impara a riconoscere quando produci pensieri negativi e impara a trasformarli con la tua volontà, trasformandoli in pensieri positivi, costruttivi e carichi di fiducia. Man mano il tuo passo si farà saldo! Fidati avverrà.

Trasforma te stesso partendo dai tuoi pensieri. Hai imparato a dubitare di te ti è stato insegnato, insegnare ad avere fiducia è da apprendere!

Il tempo e il nutrimento delle parole donate ai figli sono i semi di luce, che cresceranno in azioni future in loro. Come genitori abbiamo il compito di educare le loro menti e i loro cuori con intelligenza.

Affinché raggiungano le loro mete sulla scia della loro fiducia in sé.

Guardiamoli sempre di più con occhi amorevoli pieni di amore. Perché nel cuore questo amore c’è, c’è un amore immenso nel cuore per i nostri figli. Senza uguali. 

E allora perché tenerlo dentro perché non esprimerlo, non comunicarlo e non manifestarlo sempre di più? Quanto serve? Sempre, e c’è una misura? Dipende dall’ampiezza del vostro cuore o dalla vostra mente? Emanate amore sempre di più, senza paura.

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